Commento ragionato di come è necessario procedere per la valutazione della pericolosità e la definizione dell’etichettatura di prodotti aerosol.

Secondo la definizione stabilita dal Regolamento CLP, con generatore di aerosol ci si riferisce a recipienti non ricaricabili, realizzati in materiali vari (quali metallo, vetro o plastica), contenenti un propellente in fase liquida o gassosa e caratterizzati da un dispositivo di dispersione che permette di espellere il contenuto in diverse forme (liquido, gassoso, schiuma, polvere, ecc…). Secondo il CLP essi non rientrano nel campo di applicazione dei punti 2.2 (Gas infiammabili), 2.5 (Gas sotto pressione), 2.6 (Liquidi infiammabili) o 2.7 (Solidi infiammabili). Tuttavia, a seconda del loro contenuto, gli aerosol possono rientrare nel campo di applicazione di altre classi di pericolo.
Per quanto riguarda gli effetti sulla salute umana, nel caso della classificazione delle miscele per tossicità acuta, corrosione/irritazione cutanea/oculare, sensibilizzazione, tossicità specifica per organi bersaglio (esposizione singola e ripetuta), una miscela sotto forma di aerosol è classificata nella stessa categoria di pericolo della miscela sottoposta a prova in altra forma, a condizione che il gas propellente aggiunto non alteri le proprietà di pericolo della miscela al momento della vaporizzazione.
A questo si aggiunge il fatto che un aerosol, per quanto riguarda l’etichettatura, dovrà rispettare anche le indicazioni della Direttiva aerosol.

Obiettivo di questo webinar è pertanto illustrare, anche attraverso il commento di esempi pratici, come classificare ed etichettare correttamente un aerosol anche alla luce delle recenti determinazioni del Caracal.

A chi è rivolto: a tutti
Durata: 60 minuti
Inizio: Ore 10.00
Relatore: Maria Luisa Visconti